Il progetto Terra Protetta

Isolabella della Croce

La persone

Lodovico: il fondatore 

Maria Teresa: l’animatrice e l’Amministratrice

Luigi: il motore di indagine e di propulsione

Giuseppe Rattazzo e Claudio Dacasto: la  tradizione enologica piemontese

 

La gioventù alla gestione

Andrea Elegir: il giovane Piemonte alla direzione aziendale ed enologica, innovatore nella tradizione

Piero Roseo: il nuovo e l’antico nell’agronomia viticola del Piemonte

 

La nostra Mission

Mantere e proteggere la magia unica di questa terra e dei suoi frutti

Tra le colline dell’Alta Langa Astigiana, incastonata in un anfiteatro naturale a più di 500 metri sul livello del mare, Loazzolo è tra le più piccole DOC d’Italia.

Siamo legati da generazioni a questo territorio e con la consapevolezza di avere in dote un patrimonio naturale unico, che appartiene prima di tutto a se stesso oltre a chi ne sa riconoscere il valore, abbiamo deciso di intraprendere il Progetto Terra Protetta.

Non potremo decodificare tutti i segreti di questo terroir così spiccatamente vocato alla produzione di vini d’eccellenza, perché il mistero della bellezza va oltre il pensiero razionale, ma impegneremo le nostre forze umane ed economiche per proteggerlo e perpetuarlo, grati ad ogni vendemmia che saprà raccontarci una storia di umana dedizione e di fruttuosa alleanza con la natura.

 

Salvaguardia dei vigneti con PENDENZA SUPERIORE A 50%
caratteristica tipica di Loazzolo dove si arriva anche al 80%! Senza l'opera dell'uomo questi terreni sarebbero abbandonati con danni notevoli al Paesaggio. Il nostro Progetto si inserisce nella nuova Selezione di Vigneti Surì operata del Consorzio del Moscato.

La sperimentazione EROICA
nei nostri terreni trovano spazio vitigni acclimatati come il Pinot e il Cabernet; nel 2007 abbiamo impiantato il vigneto "La Vela" di Pinot nero considerato irripetibile per le sue caratteritiche estreme in termini di pendenza e di % di ceppi per ha (oltre 11.000). Un’intensità tale da indurre la pianta a ridurre la parte “verde” e concentrare nell’acino tutte le sue essenze.

Salvaguardia dell'ECOSISTEMA di Loazzolo
Compensazione di CO2; la misuriamo e grazie al Bosco che convive naturalmente col vigneto siamo a credito dopo il calcolo della produzione di Co2 derivata dal trasporto del vino su ruota. Non utilizzo di diserbanti chimici.

 

L’anfiteatro naturale

 

Nelle colline dell’Alta Langa Astigiana che dividono la valle Belbo dalla valle Bormida, oltre 500 metri sul livello del mare, tre chilometri di profilo collinare disegnano l’anfiteatro di Borgo Isolabella, che, rivolto al fiume Bormida, abbraccia con pienezza il Sud nelle sue gradazioni da Ovest a Est.
Undici ettari di vigna giacciono immersi nei boschi, abbarbicati su ripidissimi pendii così splendidamente esposti, in un equilibrio ambientale talmente particolare da potersi dire unico.

 

Il paesaggio

Le Sorgenti, il viaggio delle radici in profondità

Le colline dell’anfiteatro sono ricche di torrenti sotterranei che offrono alle vigne una fondamentale riserva d’acqua. Qui in profondità, sotto gli strati pietrosi, la vite arriverà con le sue radici, per assorbire preziosi elementi salino­minerali che esalteranno la sfera aromatica del vino.

 

I Boschi, fedeli custodi della vigna

L’anfiteatro naturale si distingue anche per la quieta presenza purificatrice del verde selvaggio. I vigneti del Borgo Isolabella di Loazzolo sono immersi in decine di ettari di boschi, la cui frescura custodisce la vite dai torridi caldi estivi, mentre di notte l’escursione termica arriva anche fino a 15 gradi, favorendo il fresco riposo della pianta che è garanzia di qualità del frutto. La foresta determina inoltre una maggiore ossigenazione, utile per la fotosintesi clorofilliana in altitudine.
 

 

 
Il Vigneto “Irripetibile”
La "Vela", il vigneto del pinot nero di Loazzolo

11.000 barbatelle ad ettaro: una densità straordinaria per il pinot nero messo a dimora nel 2007 (in Italia e in Francia un vigneto è considerato intensivo già a 4.500 viti per ettaro). Un’intensità tale da indurre la pianta a ridurre la parte “verde” e concentrare nell’acino tutte le sue essenze.

Continua
Il Moscato di Loazzolo
La vendemmia “tardiva” del Moscato di Loazzolo

L'uva prodotta deve essere vendemmiata tardivamente per ottenere una grande gradazione zuccherina (14-15° alla vendemmia) e lasciata appassire per alcuni mesi, su graticci di canne in un apposito locale denominato fruttaio; attaccata dalla muffa nobile, viene successivamente selezionata a mano.

Continua
L’anfiteatro naturale
Borgo Isolabella in Loazzolo

Undici ettari di vigna giacciono immersi nei boschi, abbarbicati su ripidissimi pendii così splendidamente esposti, in un equilibrio ambientale talmente particolare da potersi dire unico.

Continua